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04/04/2025

Alte dosi di Vitamina D nel trattamento della Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, il cui primo episodio clinico o sindrome clinicamente isolata (CIS) è spesso rappresentato dalla neurite ottica, dalla mielite trasversa o dalla sindrome del tronco encefalico [1,2].  Il deficit di vitamina D è stato identificato come un possibile fattore di rischio per progressione verso la SM e per recidive, ma il ruolo che la supplementazione può ricoprire rimane incerto. Ad oggi è riconosciuto come la vitamina D agisca sul sistema immunitario riducendo la differenziazione delle cellule T e B, promuovendo la regolazione del sistema immunitario, modulando le cellule dell’immunità innata e riducendo il passaggio delle cellule immunitarie a livello della barriera emato-encefalica [3].

Thouvenot e colleghi hanno voluto valutare l’efficacia della somministrazione di alte dosi di colecalciferolo nel ridurre l’attività di malattia nei pazienti con CIS.

Il D-Lay MS è uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, condotto in 36 centri per la SM in Francia. Sono stati inclusi 316 pazienti con CIS, di età compresa tra 18 e 55 anni, con livelli sierici di vitamina D inferiori a 100 nmol/L e con lesioni cerebrali diagnosticate secondo i criteri McDonald del 2010 [4,5] o almeno due lesioni sospette di SM alla risonanza magnetica (RMN) o positività del liquido cerebrospinale. I pazienti sono stati classificati rispetto alle manifestazioni della CIS, alle dosi di corticosteroidi utilizzati, all’indice di massa corporea e ai livelli di vitamina D al basale. I partecipanti sono stati randomizzati in due gruppi: il primo composto da 163 soggetti ha ricevuto 100.000 UI di colecalciferolo ogni due settimane per 24 mesi e il secondo composto da 153 soggetti ha ricevuto placebo. Tutti i partecipanti sono stati rivalutati a 3, 12, 24 mesi e in caso di recidiva.

L’obiettivo principale è stato valutare la riduzione dell’attività di malattia (comparsa di recidiva clinica e/o nuove lesioni alla RMN) durante il follow-up.L’obiettivo secondario è stato valutare singolarmente la ricorrenza di recidive, la comparsa di nuove lesioni alla RMN, la disabilità, la qualità della vita e la sicurezza del trattamento.

L’intera analisi è stata condotta su 303 pazienti (156 del gruppo trattato con colecalciferolo e 147 del gruppo placebo). Le caratteristiche demografiche, cliniche e strumentali dei due gruppi erano sovrapponibili al basale. Il 60,3% dei pazienti nel gruppo trattato con colecalciferolo aveva mostrato una malattia attiva rispetto al 74,1% nel gruppo placebo. Il tempo intercorso tra la prima visita e la prima attività della malattia era di 432 giorni nel gruppo trattato con colecalciferolo e di 224 giorni in quello trattato con placebo. Il gruppo trattato con colecalciferolo mostrava una riduzione significativa dell’attività di malattia evidenziabile con la RMN rispetto al gruppo placebo (57,1% vs 65,3%, HR 0,71; 95% CI,0.53-0.95). Il numero di nuove lesioni alla RMN senza (46,2% vs 59,2%, HR 0,61; 95%CI,0.44-0.84) e con contrasto (18,6% vs 34,0%, HR 0,47; 95%CI,0.30-0.75) era ridotto significativamente nel gruppo trattato con colecalciferolo rispetto al placebo. Al contrario, non è stata riscontrata una riduzione significativa delle recidive cliniche (17,9% nel gruppo trattato con colecalciferolo vs 21,8% nel gruppo placebo) e differenze in termini di qualità della vita nei due gruppi. Gli eventi avversi erano simili tra i due gruppi (10,9% nel gruppo trattato con colecalciferolo vs 8,8% nel gruppo placebo) e nessuno è stato attribuito al colecalciferolo.

Lo studio dimostra come il trattamento con alte dosi di colecalciferolo può ridurre significativamente l’attività di malattia nei pazienti con CIS e nei primi stadi della SM. Tuttavia, non ha dimostrato un effetto sulle recidive cliniche o sulla progressione della disabilità. Il colecalciferolo potrebbe ridurre o meglio modulare la risposta immunitaria contribuendo al trattamento della SM. Ovviamente sono necessari studi più ampi e di maggiore durata per valutare l’efficacia del colecalciferolo come terapia aggiuntiva e di lunga durata nei pazienti con SM, specialmente nei soggetti con carenza severa di vitamina D.

Commento all’articolo: Thouvenot E, Laplaud D, Lebrun-Frenay C, Derache N, Le Page E, Maillart E, Froment-Tilikete C, Castelnovo G, Casez O, Coustans M, Guennoc AM, Heinzlef O, Magy L, Nifle C, Ayrignac X, Fromont A, Gaillard N, Caucheteux N, Patry I, De Sèze J, Deschamps R, Clavelou P, Biotti D, Edan G, Camu W, Agherbi H, Renard D, Demattei C, Fabbro-Peray P, Mura T, Rival M; D-Lay MS Investigators. High-Dose Vitamin D in Clinically Isolated Syndrome Typical of Multiple Sclerosis: The D-Lay MS Randomized Clinical Trial. JAMA. 2025 Mar 10:e251604. doi: 10.1001/jama.2025.1604.

Bibliografia

1. MungerKL,LevinLI,Hollis BW,HowardNS, Ascherio A. Serum25-hydroxyvitaminDlevelsand risk of multiple sclerosis. JAMA. 2006;296(23): 2832-2838.doi:10.1001/jama.296.23.2832

2. Tintore M,RoviraÀ,RíoJ,etal. Defining high, mediumandlowimpactprognosticfactorsfor developing multiple sclerosis. Brain. 2015;138(Pt 7): 1863-1874. doi:10.1093/brain/awv105

3. GaloppinM,KariS,Soldati S, etal. Full spectrum of vitamin Dimmunomodulationinmultiple sclerosis: mechanisms and therapeutic implications. Brain Commun.2022;4(4):fcac171. doi:10.1093/ braincomms/fcac171

4. PolmanCH,ReingoldSC,EdanG,etal. Diagnostic criteria for multiple sclerosis: 2005 revisions to the “McDonaldcriteria”. Ann Neurol. 2005;58(6):840-846.doi:10.1002/ana.20703

5. PolmanCH,ReingoldSC,BanwellB,etal. Diagnostic criteria for multiple sclerosis: 2010 revisions to the McDonaldcriteria. Ann Neurol. 2011;69(2):292-302. doi:10.1002/ana.22366